Ogni casa in vendita ha un attestato di prestazione energetica, e la sua classe compare già nell’annuncio. È diventato uno dei primi dati che un acquirente guarda, subito dopo prezzo e metri quadri. Per questo conviene sapere cosa misura davvero, e cosa no. Ecco come lo leggiamo prima di fare un’offerta.
La lettera è un confronto, non un voto assoluto.
Oggi le classi sono dieci, da A4 a G: la direttiva europea sulle case green, quando l’Italia la recepirà, le porterà su una scala da A a G comune a tutta l’Unione. La classe nasce dal confronto fra il fabbisogno di energia non rinnovabile dell’immobile e quello di un edificio di riferimento identico per forma e posizione, ma con caratteristiche tecniche predefinite. Per questo, oltre alla lettera, guardiamo l’indice che le sta dietro: si chiama EPgl,nren e si misura in kWh per metro quadro all’anno. Due appartamenti nella stessa classe possono avere indici diversi.
Misura un uso standard, non la bolletta.
Il calcolo si fa in condizioni convenzionali: il clima medio della località, temperature interne fissate, un uso tipo. Non le abitudini di chi ci vive. Una famiglia che sta in casa tutto il giorno e una persona che ci torna solo la sera, nello stesso appartamento, avranno bollette diverse e lo stesso APE. Serve a confrontare due immobili fra loro, non a prevedere quanto si spenderà.
Le raccomandazioni sono la parte che leggiamo con più attenzione.
Nell’attestato c’è una sezione con gli interventi consigliati e la classe che si potrebbe raggiungere facendoli. È un’indicazione di massima, da verificare con un tecnico, ma dice subito se il salto di classe che immaginiamo è realistico, prima di metterlo a budget.
Non dice se gli impianti sono a norma.
L’APE descrive come consuma un immobile, non certifica che la caldaia o l’impianto elettrico siano conformi o sicuri. Per quello servono le dichiarazioni di conformità degli impianti e il libretto della caldaia con i controlli in regola. Sono documenti diversi, e in una compravendita si chiedono tutti.
Ha una scadenza.
Un APE vale al massimo dieci anni, a condizione che siano stati fatti i controlli periodici dell’impianto di riscaldamento, e va aggiornato dopo lavori che cambiano la classe energetica. Un attestato vecchio su un immobile ristrutturato descrive un altro immobile.
Perché lo guardiamo prima dell’offerta, non dopo.
La classe di partenza dice quanto lavoro serve per arrivare a quella che il mercato si aspetta, e quel lavoro ha un costo che entra nel budget dall’inizio. È lo stesso principio di tutte le nostre verifiche: i numeri si decidono prima del rogito d’acquisto.
I contenuti di questo articolo hanno finalità esclusivamente informativa e descrivono la disciplina dell’attestato di prestazione energetica in modo generale e semplificato. Non costituiscono consulenza tecnica o legale: per un immobile specifico serve un tecnico abilitato.